• Jean Merech, la biografia del musicista

    Jean Merech, il musicista

Segue una breve biografia di Jean Merech chitarrista e musicista

L’infanzia

L’incontro di Jean con la musica avviene in tenera età, già a 4 anni, sedeva vicino al padre Erminio (Ermì Merech, per gli amici) nelle serate dove suonava il sassofono in gruppi Swing e Rock’n’Roll dal periodo del dopoguerra in poi.

Proprio sulle orme del padre Jean inizia prestissimo (a 8 anni) a studiare e suonare il sassofono, partecipando al corpo bandistico di Pandino. Ma l’amore con il sax durerà solo pochi anni, perché verrà soppiantato dalla passione per la chitarra, quando a 13 anni Jean assiste ad un’esibizione televisiva del gruppo “The Rokes”.

Jean ricorda con affetto l’episodio:

“Quando ho visto Shel Shapiro e i The Rokes in TV ho avuto una rivelazione, mi si sono aperti gli occhi e ho capito che quella era la vita che volevo vivere, e proprio così dissi a mio padre, me lo ricordo come se fosse ieri: Papà quella è la mia vita, capelli lunghi e stivaletti a punta!”

L’amore per il Beat spinge Jean a suonare la chitarra e ad inseguire il suo sogno di diventare musicista, e così, a 13 anni riceve in regalo la sua prima chitarra “seria” una Egmond acustica, e non una qualsiasi, ma proprio lo stesso tipo di chitarra che qualche anno prima (nel ‘56) George Harrison aveva usato per muovere i suoi primi passi musicali.

Questa Egmond è la stessa prima chitarra di Jean Merech

La prima chitarra elettrica arriva invece qualche anno dopo, nel 1971, ed è una Gibson Les Paul Custom, una delle prime arrivate in Italia, ma durò solo un anno.

Jean suona lo strumento e contemporaneamente improvvisa una band con gli altri del quartiere e gli amici che stavano imparando a suonare come lui, poi il giro si allarga agli altri appassionati e musicisti dei paesi limitrofi.

Gli esordi

Questo percorso porterà Jean a soli 20 anni a fare le sue prime tournee, con un suo proprio bagaglio di composizioni, musiche e testi, in pieno periodo cantautorale. In questi anni arriva il primo contatto con il maestro Sergio Poggi (già batterista dei Flora Fauna Cemento, con Oscar Prudente, Mario Lavezzi e Vince Tempera).

Jean Merech agli esordi, durante un concerto di Novembre del 1981

Sergio Poggi diventa una figura chiave per Jean, perché essendo direttore del secondo piano della ricordi, collaborava con una giovane, promettente produttrice di nome Mara Maionchi.

Nel periodo tra il 1974 e il 1975 Jean incontra, dopo un suo concerto, Angelo Branduardi, e da questo incontro nasce una preziosa amicizia che diventa una lunga collaborazione.

Jean Merech in concerto 1981

Jean ricorda ancora il primo provino a casa di Angelo, a Milano, e da li in poi il suo rapporto con Branduardi diventa quello di un mentore con il suo protetto, perché è per Jean ispirazione sia per la tecnica musicale, sia per gli arrangiamenti e lo stile, un’influenza costante dal 1975 in poi.

Proprio in questo periodo Jean suona in veste di cantautore come spalla a Branduardi, ma anche altri artisti che erano o presto sarebbero diventati dei grandi: Lucio Dalla, Antonello Venditti, Fiordaliso, ma anche Ron e persino Orietta Berti.

Jean Merech, in tournee con Angelo Branduardi

I luoghi di questo periodo concertistico sono tanti, ma in prevalenza nel territorio della riviera romagnola, in club alla moda come il Geo Club a Igea Marina, La locanda del Lupo a Miramare di Rimini, The Barge Pub a Rimini, La quinta dimensione, Club dell’altro mondo e tanti altri della zona.

Jean ricorda con affetto quel periodo come uno dei più creativi della sua vita:

“Ricordo che alla fine di ogni concerto, ci trovavamo tutti assieme agli altri artisti e mangiavamo alla Taverna degli artisti, Lanerella, a Rimini, dove con Ron, Angelo e Lucio ci raccontavamo come erano andate le serate e cosa era successo di particolare”.

Sul finire di questo brillante primo periodo della sua carriera Jean incontra Roberto Colombo, che lo segue musicalmente e gli procura vari provini, tra cui un incontro con Nanni Ricordi di Milano (da non confondere con Ricordi Edizioni Musicali), dell’etichetta “Ultima Spiaggia” nonché produttore, tra gli altri, di Enzo Jannacci, Ricky Gianki, Dario Baldambembo (compositore del brano “L’amico è”) e il maestro Augusto Martelli, autore di centinaia di sigle e musiche per la televisione delle reti Mediaset (tra cui l’intramontabile “Ok il prezzo è giusto”).

Roberto Colombo sarebbe poi diventato il marito di un’altra stella nascente della musica: Antonella Ruggiero, cantante dei Matia Bazar e poi artista solista di grande pregio.

E’ proprio Roberto Colombo a fargli conoscere un altro personaggio chiave, e cioè Roberto Manfredi, oggi autore, produttore e talent scout di Sky, che lo porterà in RCA a Roma per dei provini.

E così Jean si trova davanti a Melis e Micocci della RCA, con altri giovani star del calibro di Pupo e Alberto Fortis al “Cenacolo”, un noto studio di registrazione dell’epoca sulla via Appia Antica.

I provini non saranno risolutivi per la carriera di Jean, che per natura rifiuta di conformarsi alle mode e alle tendenze pop del periodo, ma gli daranno anche la forza e la convinzione di perseverare per creare qualcosa di unico e veramente suo, che si trasformerà negli anni successivi in vari progetti e situazioni musicali uniche.

Il periodo delle band, i Manta e gli ARFF

La prima vera band in cui milita Jean come chitarrista si chiama Manta ed è nata in quel di Lodi, nel periodo antecedente a quello dei provini della RCA, ma si tratta di un’esperienza musicale intensa che con l’amico bassista Fabrizio Brambini lo porta a creare il primo progetto di sala prove e studio, prima a Pandino e poi a Lodi, che nell’arco di qualche anno si consoliderà nel progetto ARFF.

La parola ARFF è un acronimo dei nomi dei componenti della band tra cui appunto Antonio (secondo nome di battesimo di Jean), Riccardo, Fabrizio e Fabrizio, proprio come già per altri gruppi di quel periodo tra cui il più noto forse è il nome “Litfiba”.

Jean Merech con gli ARFF durante le registrazioni televisive di un concerto

Jean con gli ARFF lavora molto sulla composizione di brani originali che verranno raccolti nel primo disco, un 45 giri edito dalla FREE records, nel 1984, quando Jean aveva 28 anni, e prodotto da Luigi Mocchi, già direttore di palco del Festival di Sanremo, con Gianni Ravera e Ezio Radaelli.

Un discorso particolare meritano gli arrangiamenti del primo disco degli ARFF, curati niente popo’di meno che da Pinuccio Pirazzoli, direttore dell’orchestra RAI di quegli anni.

Il primo disco degli ARFF raccoglie molti pareri positivi da parte della critica musicale del periodo, e porterà poi la band ad incidere un secondo disco, questa volta un 33 giri dal titolo “Figli del Bronx” che reca in copertina una fotografia scattata proprio dal padre (Erminio), e in seguito decorata dallo stesso Jean con le tecniche pittoriche di cui, nel frattempo, aveva imparato a padroneggiare.

Il primo 45 giri degli ARFF di Jean Merech

Il secondo disco degli ARFF esce sotto etichetta FREMUS (edizioni FREMUS – MOCCHI), ovvero Fratelli Reitano Edizioni Musicali che altro non è che l’etichetta della famiglia Reitano, di J R Reitano con il fratello Mino Reitano.

Il periodo Hard Rock, Spectre band e X-Vai

Dopo aver fondato e composto due dischi con gli ARFF Jean decide di cambiare strada e di prendere una pausa dalla scena concertistica che gli permetterà di approfondire gli studi di approfondimento della tecnica chitarristica, esperienza che culminerà, alla fine degli anni ‘90 con la creazione della band X-Vai.

Durante questi anni, Jean fonda un’altra band, i “Possesso”, che durerà poco (circa due anni) ma sarà utile per continuare l’esplorazione della ricca scena Live music di fine anni 80 e di conoscere un’altra band importante per Jean, ovvero gli Spectre.

Jean alla fine di un concerto con i Possesso viene notato e riceve subito la proposta di entrare a far parte della “Spectre Band” dal bassista.

L’esperienza con la Spectre durerà fino al 1996, arricchirà il patrimonio musicale di Jean e soprattutto gli permetterà di conoscere molti musicisti che in seguito formeranno il nucleo degli X-Vai.

Il genere di riferimento della Spectre era il nascente rock italiano fatto di cover ma anche di originals e di ispirazione varia (tra cui citiamo ad esempio PFM, Litfiba, Timoria e Negrita tra le influenze più evidenti).

Dopo l’esperienza con la Spectre Jean decide di fondare un nuovo gruppo, il cui nome è un omaggio ad uno dei più grandi chitarristi del periodo e di sempre, mister Steve Vai.

Jean Merech in una foto con il grande chitarrista e maestro Steve Vai

Nel 1997 nascono dunque gli X-Vai, Jean per il nome si rifà ad uno dei suoi idoli della chitarra elettrica a cui addirittura richiede l’autorizzazione ufficiale.

Gli X-Vai nascono con il supporto di alcuni abili musicisti della scena Rock di Bergamo e Milano, tra cui Fabio Nicolich (chitarra), Ugo “Hughes Goodman” Begliomini (basso), Marco Aiolfi (tastiere) e Roby Bruschi (batteria).

Jean Merech e gli X-Vai recensiti su Guitar Club del Marzo 1999

Gli X-Vai cavalcano la scena Live degli anni ‘90 proponendo principalmente cover, con la voce grintosa di Carmen Aramini che fa da contrappunto alle elaborate armonie della chitarra di Jean.

Dopo qualche anno Carmen verrà soppiantata da un’altro grande talento vocale, ovvero Nicky Ronchi (ex Spectre), dotata di una grandissima voce oltre che di talento e personalità sul palco.

Il disco da solista: Exhausting

Nello stesso periodo Jean incide anche il suo primo disco autoprodotto come solista, un progetto spiccatamente chitarristico, con il titolo “Exhausting”, registrato al Bezza’s studio con la collaborazione di Marco Bezza, e uscito nel 2001.

Exhausting cd copertina di Jean Merech

Exhausting contiene 9 tracce di chitarre sfrenate e funambolismi strumentali, è stato interamente digitalizzato ed è ascoltabile (e scaricabile) dall’account Soundcloud di Jean Merech:

Il nome Exhausting deriva dalla mostruosa quantità di energia che ha richiesto questo progetto solista. I nove brani sono infatti vere e proprie overture strumentali farcite di funambolismi e la cui esecuzione è a dir poco “massacrante”.

Lo spirito del disco è spiegato bene proprio dalle liner note introduttive che riportiamo qui:

Introduction

With this small work, that I would define home-made, I wish to pay my respect to my virtual teacher I hold in high regard. But at the same time I want to be sincere with (all the) people listening to it, because it turned out natural for me, without copying or distorting at all costs the work made by others.

I did not respect commercial patterns but on the contrary I composed and played only things I like better, and now I wish to conclude with a sentence that has been following me for years:

I would like to spend my life 24 hours a day by playing, recording, drawing, painting and in any case by performing art at 360 degrees. All of this keeps me alive.

MUSIC IS TIMELESS AND CANNOT DIE.

Traduzione in italiano

Introduzione

Con questo piccolo lavoro, che definirei “casalingo”, desidero pagare rispetto al mio insegnante virtuale che tengo in altissima considerazione. Ma allo stesso tempo voglio essere sincero con tutte le persone che lo ascolteranno, perché per me è stato assai naturale, senza per forza copiare o distorcere cose fatte da altri.

Non ho rispettato parametri e schemi commerciali ma al contrario ho composto e suonato solo le cose che preferisco, e ora desidero concludere con una frase che mi ha accompagnato tutti questi anni:

Vorrei passare tutta la mia vita, 24 ore al giorno suonando, registrando, disegnando, dipingendo e in ogni caso creando arte a 360 gradi. Tutto questo mi mantiene vivo.

LA MUSICA E’ SENZA TEMPO E NON PUO’ MORIRE MAI

E’ facile capire come questo disco solista rappresenti per Jean l’inizio di una nuova concezione dello strumento e della musica come epicentro di un mondo artistico personale e irrinunciabile.

I nuovi X-Vai e la Manara Gang

Conclusa la prima formazione degli X-Vai Jean ripete l’operazione introducendo nella band nuovi elementi presi “in prestito” ad un’altra band ricca di storia, e cioè i Manara.

Gli X-Vai in questa veste sono Carmelo Randisi (basso, ex Spectre), Jimmy Oliveri (batteria, ex Possesso) e Milo Soldi (voce, fondatore dei Manara).

Questa nuova formazione degli X-Vai proseguirà l’attività iniziata dalla prima formazione e con l’introduzione di Milo Soldi, già cantante e fondatore (assieme al chitarrista Leo Strano) dei Manara, entreranno nella nuova formazione anche Sergio “Paso” Pasolini alla batteria e Marco “Pocia” Pozzanghera al basso.

Dalla fusione tra ques’ultima formazione degli X-Vai e la pre-esistente band “Manara”, che veniva da un momento di pausa, nasce l’idea di Milo Soldi di riformare i Manara con una nuova veste e usando il nome “Manara Gang”.

Jean Merech con i Manara Gang

Dalla fusione emerge un vero è proprio “supergruppo” Rock capace di sconvolgere il panorama Live con un’energia e un livello di coinvolgimento davvero eccezionale, per questa ragione seguono quasi 13 anni di attività concertistica costante (brani cover ma anche originals) che porteranno la band varie volte anche al di fuori dei confini italiani, nella scena dei club della Costa Azzurra, in Francia, a Nizza (The Clomb, The King’s Pub), in Germania (Festival Rock, feste della birra, motoraduni nella zona di Stuttgart – Stoccarda).

L’esperienza dei Manara Gang giunge al termine, per Jean, nel 2014, quando decide di dedicarsi a tempo pieno ad un nuovo progetto solista, il Jean Merech Trio.

Il Jean Merech Trio

Ad oggi il principale progetto Live a cui prende parte Jean, il Jean Merech Trio nasce nel 2013 con una prima fondazione che vede Ade Porchera al basso e Roby Bruschi (ex X-Vai, Blascover) alla batteria.

La band cambierà varie formazioni ed è chiaramente un progetto di accompagnamento per la musica e la capacità chitarristica di Jean, che è l’unico elemento sempre costante ed invariabile del Trio.

Occasionalmente, durante alcuni concerti, il ruolo di bassista è stato ricoperto da Alex Merech, anche lui musicista e compositore, nonché figlio di Jean.

La successiva formazione del Jean Merech Trio incorpora due nuovi strumentisti, Ruggero Rizzi (già nei Crack, Gotthard e Pino Scotto band) in veste di bassista e Guido Carli (Enrico Ruggeri, Irene Fornaciari, Zucchero, Sting e Jeff Beck) alla batteria, e durerà circa un anno.

L’attuale formazione del Trio comprende Tony Alemanno (5 friends) al basso e Franco Giuffrida (Radiotaxi) alla batteria.

La didattica musicale e l’insegnamento

Jean Merech è anche autore di metodi didattici e insegnante di chitarra elettrica. Attualmente Jean ha scritto un metodo dal titolo “Appunti per chitarra Rock”, che usa come base per le sue lezioni di chitarra elettrica all’accademia Diesis di Orzinuovi (BS).

Questo metodo è basato sugli anni di collaborazione con il mensile “Guitar Club” su cui Jean ha tenuto per alcuni anni una sua rubrica sulla didattica.

La rubrica di Jean Merech su Guitar Club

Jean vi ha raccolto le lezioni e gli esercizi più efficaci per apprendere in modo semplice e completo i rudimenti della chitarra Rock.